ready, set, go

Ebbene.

Il 20 aprile alle 9.30, in Aula Volta, la sottoscritta si laurea. Buona parte delle persone che vorrebbe con sè non ci saranno (Chiara, Frà, Lilli – giustificata perchè in quel momento si starà laureando pure lei! -, Viviana, Elisa, Paolo, Luis, i nonni, Angelo e altri). La sottoscritta rigrazia per l’attenzione e l’affetto tutti quelli che le hanno donato sia una che l’altro, in questi tre anni e mezzo, anche se ad intermittenza, anche se solo per un periodo, anche se in modo un po’ strano. La sottoscritta ci tiene a sottolineare che sa benissimo che da sola non ce l’avrebbe fatta e che le persone che stanno nella pagina dei ringraziamenti sono state e/o sono e/o saranno importanti e fondamentali, ognuna a modo suo. C’è solo una persona, in questi tre anni e mezzo, che la sottoscritta si vergogna di aver frequentato. Sì, quello là, quello quasi denunciabile per stalking. E non l’ha ringraziata, questa persona. In realtà a modo suo ha “contribuito” anche lui a quello che la sottoscritta è diventata e sta diventando. Resta il fatto che il modo migliore per definire il soggetto è e resta “nuddu ammiscatu cu nenti” [io ci ho provato a tradurlo in italiano o a cercare un equivalente in altri dialetti, ma non rende. spiacente].

Comunque sì, mi laureo. Probabilmente a centodieci ce la facciamo ad arrivare. Il mio relatore mi ha fatto un sacco di complimenti riguardo la mia tesi, io e la mia povera autostima ringraziamo.

Il punto è che a me non frega più di tanto della laurea in sè. In modo particolare per il fatto che, appunto, un sacco di gente che vorrei avere vicina non ci sarà. Quello per cui non sto nella pelle è ciò che accadrà il due maggio, quando andrò a Malpensa a prendere un aereo che mi porterà a Roma, da Lilli, fino al sei maggio, quando prenderò un treno che mi porterà a Napoli, da Chiara, fino all’undici maggio, quando prenderò un aereo che mi porterà a Palermo, da Viviana, fino al quindici maggio, quando prenderò un aereo che mi riporterà a Milano.

A Roma potrò bearmi finalmente della presenza fisica di Lilli, che sarà sicuramente un’esperienza memorabile. Vedrò l’Urbe, che non ho ancora visto ed è proprio un sacrilegio. Respirerò un sacco di storia e di meraviglia, e guarderò Lilli e posso già immaginare quello che penserò, ma non lo immagino per non levarmi la sorpresa.

A Napoli ci sarà Chiara e anche Luca, andrò all’Orientale a chiedere delucidazioni su due lauree specialistiche di scienze politiche che mi strastrapiacciono, sentirò un po’ di cose per il servizio civile e poi lascerò che Chiara mi trascini nel suo mondo e nella sua magnifica città, tra camere oscure e musei e locali. Mangerò i biscotti all’amarena e la pizza più buona del mondo. Ma soprattutto starò con quella meraviglia là. La responsabile della mia salvezza di fine 2008.

A Palermo la mia adorata Vivianina mi ospiterà mentre andrò a sentire al centro orientamento cos’hanno da dirmi su alcune lauree specialistiche, e poi chiederò come funziona sto fatto del servizio civile in università. Rivedrò Luca e Dario e Daniela e Tì e la Campi e mangerò le arancine e il pane con le panelle tanto da togliermi la voglia. Ché ancora non si sa se l’anno prossimo ne potrò avere quante ne voglio. Magari potrò avere biscotti all’amarena a volontà perchè sarò a Napoli.

No, non ho ancora deciso. Questo giro è fatto apposta per vedere cosa meglio si incastra con me. O in quale dei due posti mi piaccio di più. E non è nemmeno detta che alla fine andrò in una di queste due città. Sono stata invitata a Catania, per l’estate. E del resto c’è una specialistica in diplomazia molto bella, a Genova. Però Genova è troppo vicina a casa, credo.

Il punto non è avere ancora deciso o meno. Il punto è che sto davvero per andarmene. Il punto è che ho bisogno di qualcosa di nuovo, per me. E non vedo l’ora. Sono terribilmente stanca di questo nord, sono stanca della persona che gli altri, qui, si attendono che io sia.
Ho capito perfettamente cosa non sono. Io non sono una fighetta di provincia. Non sono una persona che fa del pettegolezzo l’argomento di tutte le sue conversazioni. Non sono una che parte dal presupposto che comunque essere di buona famiglia è fondamentale, per un potenziale “ragazzo”. Non sono una che architetta strategie malsane alle spalle degli altri. Non sono una che organizza il sabato sera con quattro giorni di anticipo. E non sono nemmeno una che ama ostentare sè stessa.
Non ho ancora capito bene cosa sono. Ma so che sono una cazzona ribelle che quando succedono cose schifose vuole scendere in piazza e protestare. Sono una che non crede al “tanto non cambierà mai niente”. Sono una persona altruista. Sono una persona che sa prendersi a cuore problemi non suoi. Sono una persona che vuole lottare tutta la vita. Sono timida, ma molto appassionata ed espansiva con persone espansive. Sono tranquilla, sciallosa. Sono nevrotica solo quando gli altri lo sono. E, scoperta dell’ultim’ora, sono una persona che ha delle cose da dire. E’ stata la tesi a farmelo capire davvero. 83 pagine, due citazioni. Nella mia tesi praticamente non c’è bibliografia, è tutta roba scritta di pugno mio. E mi hanno fatto i complimenti, per questo. E ciò significa necessariamente che ho qualcosa da dire, e questo qualcosa non fa poi neanche così schifo. Non è neanche tanto inconsistente come pensavo.

Io. Devo. Esprimermi.

E non è a Pavia, nè Biella, nè alle persone che ci vivono che voglio far conoscere quello che ho dentro.

Io per me voglio il meglio. E il meglio per me non risiede qui.

Pronti, partenza, via.

But the film is a saddening bore
for she’s lived it ten times or more.
(life on mars . david bowie)

6 Risposte

  1. Ebbene. Prenderemo questa benedetta laurea insieme. Chi l’avrebbe mai detto, qualcosa come – quanto? – sei anni fa, che sarebbe andata a finire così. Eppure… eppure “accadono cose che sono come domande…”, o sbaglio?

    Sarà bello vederti. Sarà bello come mangiare una caramella al mou. E io adoro le caramelle al mou.

    Brava, Fiò, brava.

  2. che bellezza.
    che meraviglia.

    e io non ci sarò e non sarò da lilli
    però io vi voglio vedere tutt’e due assieme e ci riuscirò. in qualche modo io ci riuscirò!

  3. comunque tutto questo ha un che di assurdo. amm’a fa na statua d’oro a lorè. :D

  4. Mah. Anche no, eh… :)

    Aidi, ti prometto che quest’anno ti vengo a trovare. Non so ancora quando ma ti vengo a trovare. Cazzo.

    La statua la dobbiamo fare a noi tre, alle nostre tre magnifiche diversità ontologiche.

    Un bacio, donne.

  5. ja, un po’ di merito lore ce l’ha.
    però preferisco la statua a noi tre!

    [lilli ti aspetto. ti aspetto. ti aspetto.]

    un mrao generale a voi, mie adorate.

  6. neanch’io ci sarò :o ( sono contento xchè non sono più disoccupato…però mi spiace proprio perdermela.
    ma ti penserò….e magari riesco a scendere x la festa la sera!
    ti abbraccio bimba
    Manuel

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